|
Spettacolo teatrale per bambini " IL PIRATA TESTA DURA E I GIOIELLI SCOMPARSI" scritto e diretto da Andrea Andolina e Valentina Burolo. Scene di Andrea Andolina. E’ stato infatti lo stesso co-autore e co-regista (che ha realizzato tutto il lavoro a quattro mani con Valentina Burolo, particolarmente attiva nel laboratorio teatrale) a dilettatosi a realizzare una scenografia minimalista dall’impianto scenico singolare, fatto apposta per consentire allo spettatore di viaggiare con la fantasia. E tratta infatti di un viaggio onirico questo testo che si pone idealmente tra Peter Pan di James Barrie e i racconti a formato bambino di Roald Dahl.
La trama. Semplice e allo stesso tempo complessa, è ricca di contatti tra fantasia e realtà, i cui confini risultano alla fine così labili da ingenerare nello spettatore un dubbio: è stato davvero tutto un sogno? I due bambini di casa Testamolle, Andrea e Valentina stanno giocando ai pirati, quando arriva l’ora di andare a dormire. Anche se controvoglia perché si stanno divertendo, ubbidendo a papà vanno a letto. Un rumore nella notte li sveglia. Scendono per vedere se la mamma si è alzata tornare ma scoprono dei ladri che si sono introdotti in casa e stanno frugando nella cassaforte. Sono tre pirati, Mente, Braccio e Gamba. Mentre i tre si danno alla fuga con il bottino, dalla tasca cade loro un diario. I due bambini lo trovano e distratti dalla scoperta, invece di avvertire i genitori cominciano a leggere fino ad addormentarsi. Si risveglieranno sulla nave del pirata Testadura a cui dovranno spiegare come mai sono a bordo e perché si trovano in possesso del diario. Andrea e Valentina raccontano a Teatadura del furto, e il pirata va su tutte le furie: chi mai può permettersi di rubare senza il mio permesso si chiede il temibile pirata che chiede aiuto alla veggente Chira, imbranata zingara parodia delle maghe della tivù. Che però stavolta ha visto giusto: a bordo c’è un ladro, e non sono i ragazzi. I colpi di scena non sono finiti: la curiosità di Andrea e Valentina che ascoltano i discorsi del mozzo Bolla e della moglie del capitano Acqualinda conduce loro a una incredibile scoperta: a commissionare il furto dei gioielli è stata proprio la civettuola Acqualinda che ammette di non saper resistere al luccichio dei rubini. E lo riferiscono al capitano che promette ai due ragazzi che riavranno i loro gioielli. Ma Bolla non ci sta e li sfida. Cosa che fa gridare la ciurma all’ammutinamento e intonare il coro dei pirati. Andrea e Valentina si ritrovano addormentati sul letto di casa cantando la canzone dei pirati come nulla fosse accaduto. Se non fosse per il ricordo di un bizzarro sogno fatto da entrambi. Corrono a raccontarlo a mamma e papà, ma i genitori non li ascoltano, presi come sono dalle “cose dei grandi”. Ma non è finita: nella notte si sente una voce fuori campo: è Testaudura che chiama a gran voce il suo secondo, Fumante. E il dubbio si fa strada. Il laboratorio Lo spettacolo è il frutto del laboratorio di teatro e recitazione tenuto presso la scuola elementare istituto parificato “Beata Vergine” di Scorcola da parte dell’Associazione culturale “Bobo e i suoi amici” nel corso dell’anno scolastico 2004/2005 che è sfociato nella produzione di questo spettacolo teatrale per bambini. Spiega il presidente dell'Associazione, nonché scrittore, attore e regista Andrea Andolina: “Gli attori sono anche in questo caso come nella precedente fortunata esperienza de “Le Streghe di Malcontento” gli alunni delle scuole elementari dalla I alla V, con un’età compresa tra i 6 e i 10 anni, che hanno messo a frutto l’esperienza maturata nel corso di un intenso anno di laboratorio teatrale”.
|